Il percorso proposto dalle carte da parati della collezione Travelling Mind, è un’esperienza che va oltre il semplice peregrinare del corpo, andando a indagare la natura stessa del viaggio.

Sull’onda dell’avventura

Il nostro cammino parte dalle esplorazioni dei primi pionieri a bodo di pesanti navi o instabili mongolfiere.

La carta da parati numero 34 Moby, ci porta a largo delle coste del Massachusetts, sull’isola di Nantucket, resa famosa dalla penna di Henry Melville. Non a caso, la carta ritrae un’enorme balena: sembra, infatti, che le vicende fra l’imponente Moby Dick e il capitano Achab non siano proprio del tutto frutto del genio creativo di Melville, ma che ancorino le loro radici su un fatto realmente accaduto.

Correva l’anno 1819 quando, dalle coste di Nantucket, la baleniera Essex salpò facendo rotta verso l’Oceano Pacifico. La pesca fu abbastanza proficua, ma all’equipaggio non bastavano gli ottocento barili del prezioso grasso di balena raccolto, così il capitano decise di addentrarsi nelle zone inesplorate del vasto Oceano. Purtroppo la fortuna non fu dalla parte della Essex e, il 20 novembre del 1820, l’enorme capodoglio a cui stava dando la caccia, si scagliò con forza contro la baleniera, affondandola. Ora, se osserviamo nuovamente la carta da parati 34, la vediamo sicuramente con occhi diversi.

Sprofondando nelle acque del Pacifico a bordo della Pequod, Moby Dick ci accompagna in un viaggio nelle profondità dell’oceano dove incontriamo pesci e creature marine…volanti! La carta da parati numero 146 Around the World, infatti, ci mostra una dimensione onirica della fauna marina che viene riadattata e trasformata. Così, un tonno può diventare un affusolato dirigibile e un pesce palla una spinosa mongolfiera, tutti intenti a intraprendere un viaggio in un elemento che non è il loro.

Accompagnati verso l’alto da questi fantasiosi animali, ritorniamo alla realtà accomodati nella calda cesta delle mongolfiere della carta da parati numero 49 Ballons d’Antan. Quando vediamo uno di questi colorati palloni librarsi nell’aria, non possiamo non pensare al celebre romanzo di Jule Verne: “Il giro del mondo in 180 giorni” dove, però, la mongolfiera non è nemmeno citata. Per sentir parlare di mongolfiera dovremo attendere la trasposizione cinematografica del 1956 del regista Michael Anderson che diventa un po’ il sogno romantico di un’epoca di forte cambiamento geopolitico.

Fra leggende e tradizioni

Il 1956 è anche l’anno che sancisce l’ingrasso nell’ONU del Giappone, ed è proprio nella città di Takayama che ci porta l’omonima carta da parati numero 73. Qui vediamo ritratte delle eleganti Geishe in un’atmosfera fluttuante e sognante tipica della celebre Festa di Takajama che, celebrata due volte all’anno, sancisce l’inizio della primavera e dell’autunno.

Accompagnati dai carri variopinti della festa giapponese, giungiamo in Corea del Sud, ad Andong, la città degli artisti. La carta da parati numero 117 Korean Drama, ci permette di entrare in contatto con il teatro d’oriente e con le particolari maschere Hahoe, veri e propri tesori nazionali, le cui versioni originali sono conservate nel  Museo Nazionale di Corea.

La realizzazione di queste maschere si perde nella leggenda, e vede come protagonista l’artigiano Heo Doryeong. Quando a Heo venne chiesto di realizzare le maschere da indossare nel corso delle messe in scena allestite in occasione del Capodanno Lunare, inizialmente rifiutò, ma, in sogno, il guardiano del villaggio gli intimò di iniziare l’opera. Così l’artigiano si chiuse nella sua bottega chiedendo di non essere disturbato per nessun motivo, ma, proprio nel momento in cui stava per concludere la dodicesima maschera, la sua innamorata, non potendo più resistere alla lontananza, si intrufolò nella sua casa. Quando ella si rivelò a Heo chiedendogli di concedersi una pausa dal lungo lavoro, scoppiò un temporale ed egli morì proprio mentre stava completando il mento della maschera che, così, rimase incompiuta proprio in quella parte.

L’inesorabile vento delle suggestioni

Abbandoniamo l’estremo oriente a bordo dell’aeromobile risalente alla prima guerra mondiale della carta da parati numero 141 Travelling Mind. Puntiamo verso ovest, sorvolando la Hidden City della carta numero 94 che ci ricorda un po’ la Città Eterna. Sfrecciando fra i palazzi della carta da parati numero 135 Urban Century, ci imbattiamo in parchi divertimento, feste, giocolieri che ci spingono ad andare ancora oltre, varcando i confini dello spazio e del tempo, in una fuga magica verso il mondo della carta numero 63 Magic Escape. Esplorando questa landa fatata, ci imbattiamo in un leggiadro unicorno che, con indomita potenza, ci invita a tornare in una dimensione più umana.

Accettando l’invito del prodigioso animale, attraversiamo le porte dello zodiaco, meravigliosamente illustrate nella carta da parati numero 52 Zodiac.

Il nostro viaggio è giunto al termine, e non ci resta che rilassarci fra le bolle di sapone della carta da parati numero 118 Bubble, tracciando nella nostra mente la mappa delle nostre emozioni.

Viaggi ecosostenibili

Noi viaggiatori, siamo ben consapevoli che la salvaguardia del pianeta e della biodiversità parte dalle scelte che facciamo ogni giorno.

Scegliere una carta da parati Skinwall, ti aiuta a ridurre il tuo impatto sull’ambiente senza rinunciare alla tua libertà di espressione, infatti, abbiamo scelto di stampare tutte le nostre carte da parati personalizzabili con un Plotter digitale che non usa solventi ma solo inchiostri ad acqua e materiali green.

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