Le carte da parati che fanno parte della collezione Arts in the Past nascono dalla rivisitazione di alcune delle opere di maggiore spessore nel panorama artistico internazionale.

Opere capaci di sopravvivere alle epoche

Alla base della realizzazione di queste grafiche troviamo i grandi artisti del passato, primo fra tutti Piero della Francesca. Le opere qui riproposte, appartengono al ciclo di affreschi della Cappella Bacci, all’intero della Chiesa di San Francesco ad Arezzo, e raffigurano la “Leggenda della vera Croce”. Questa storia era molto famosa nel medioevo, tant’è che ne esistono diverse versioni. Quella che ha ispirato Piero della Francesca, è narrata nella Leggenda Aurea del frate domenicano Jacopo da Varagine, e abbraccia il periodo di tempo fra la morte di Adamo e la restituzione della croce a Gerusalemme ad opera dell’imperatore bizantino Eraclio, recuperata a seguito della sconfitta in battaglia del re persiano Cosroe.

La scena reinterpretata nelle carte da parati numero 502 e 503, raffigura la Regina di Saba, circondata dal suo entourage di dame e cavalieri, inginocchiata in preghiera sul legno dal forte potere mistico dal quale verrà ricavata la Croce di Gesù Cristo. Gli stili adottati in queste due carte sono molto differenti fra loro. La carta 502 fa leva sulla bellezza originale dell’affresco puntando su un’atmosfera dalla ricercata eleganza e spiritualità. La carta 503, invece, pone l’enfasi sulle linee dei particolarissimi volti dei personaggi, realizzati con inimitabile maestria dall’artista toscano, andando a evidenziare l’uso pioneristico di luci e ombre.

Il quadro di maggiore pathos della leggenda della Vera Croce viene scomposto e ricomposto nella carta numero 504. Il momento della distinzione della croce di Gesù da quelle dei ladroni diventa un prisma che amplifica la sacralità del momento. Nonostante l’episodio si svolga davanti al tempio di Gerusalemme, è la vista di Arezzo a svettare nella parte sinistra della composizione dando rilevanza alla città. Questa pratica era di uso comune in epoca medievale.

Concezioni rivoluzionarie

Con la carta da parati numero 511 usciamo dal medioevo per ritrovarci nella Germania rinascimentale in compagnia dell’abile incisore Albrecht Dürer. In questo omaggio a Dürer, le linee decise vanno ad enfatizzare la crudeltà di una battaglia tutta nelle tinte del chiaroscuro. Una cosa che dobbiamo sicuramente ricordare, è che Dürer fu il primo a dipingere e realizzare incisioni, anche senza che gliene venisse fatta richiesta, che poi venivano vendute all’interno della sua bottega. Questa pratica lo distinse dagli altri artisti dell’epoca, che non erano altro che artigiani che prestavano la loro opera su commissione, permettendogli di diventare il primo artista di concezione moderna.

Le carte 509 e 510 sono un tributo all’incisore, architetto e torico dell’architettura Giovanni Battista Piranesi, detto il Gianbattista. Artista eclettico e con un estro creativo estremamente versatile, con le sue invenzioni capricciose si pone come uno degli ultimi eredi del roccocò. Ma l’artista romano non può essere etichettato in modo univoco. Come possiamo notare nello studio della cerata 509, il Giambattista condivide l’impegno teorico e metodico della corrente neoclassica, ma fa primeggiare la civiltà romana su quella greca. D’altro canto, nella carta 510, appare evidente come la sensibilità di Piranesi lo porti ad un livello diverso rispetto ai puri neoclassici: le sue opere sono permeate di una idealistica nostalgia di un passato, ora disgregato e irrimediabilmente corroso. Questo elemento che fa di lui uno dei precursori del romanticismo.

Verso l’arte moderna

Proseguiamo la nostra passeggiata attraverso l’arte andando a rendere omaggio al pittore francese Henri Rousseau, rimasto incompreso per molto tempo ma poi osannato da artisti del calibro di Pablo Picasso, Paul Gauguin e Vasily Kandinsky. Le sue linee semplici, il mancato utilizzo delle regole della prospettiva e l’uso di colori forti e decisi, vanno ad enfatizzare la sua visione favolistica della realtà che risulta ben evidente nelle carte numero 506, 507 e 508 che nascono dalla rivisitazione di due delle sue più grandi opere: “Il Sogno” e “L’incantatrice di serpenti”.

Un viaggio attraverso la storia dell’arte

La collezione Arts in the Past, però, non è solo un omaggio ai singoli artisti, ma un invito a scoprire l’arte in tutte le sue forme, così, al sui interno, troviamo carte che rimandano alle lisce sculture marmoree come la numero 145A Stone Lines e la numero 80 Querubin, mentre la carta numero 78 Time Goes By fonde le intricate evoluzioni dello stile liberty con le delicate sfumature delle prime fotografie.

Stili diversi, ispirazioni diverse, ma un unico obiettivo: trasmettere i messaggi sempre attuali insiti nell’arte di tutte le epoche, anche quelle più antiche.

Tuteliamo il patrimonio naturale

Dalla consapevolezza che, senza la natura, non esisterebbe l’arte, nasce la nostra ferma volontà di agire in modo concreto per la sua salvaguardia.

Partendo da questo presupposto, abbiamo scelto di stampare tutte le nostre carte da parati con un Plotter digitale che non usa solventi ma solo inchiostri ad acqua e materiali green.

Questa scelta ci permette di offrirvi la possibilità di personalizzare tutte le nostre carte da parati sia nell’immagine che nel supporto, a seconda delle vostre necessità, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente.

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