C’è un luogo, a Firenze, dove arte, innovazione e design si fondono in un concetto di ospitalità in cui i dettagli sono importanti per garantire un soggiorno fra storia e cultura. Stiamo parlando del 31.10 ArtHotel, un albergo nato con l’obiettivo di celebrare le eccellenze artistiche fiorentine, coinvolgendo gli ospiti in un’esperienza di totale immersione nell’arte, senza tralasciare i confort e gli agi della modernità. Il compito di sviluppare questo concept straordinario, è stato affidato allo studio di progettazione e decorazione d’interni Maria Giulia Sala Interiors di Firenze.

Il viaggio nella storia parte già dal nome dell’albergo, scelto per commemorare un atto entrato nella storia come Patto di Famiglia, ossia quel documento grazie al quale, per volere dell’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de’ Medici e dell Granduca di Toscana Stefano di Lorena, l’intero patrimonio culturale fiorentino è stato permanentemente vincolato alla città . Così, dal 31.10.1737, divenne impossibile esportare le opere d’arte al di fuori della città, perché ritenute di fondamentale importanza per l’educazione della cittadinanza.

Dopo questo preludio che già ci conduce in un’altra epoca, non ci resta che recarci alla reception dove, ad accoglierci, troviamo un ambiente poliedrico in cui classicità, modernità e visioni oniriche si fondono nello spazio, invitando il visitatore a varcare i ferrei cancelli in stile liberty ritratti sulla parete.

La Suite Alinari

Suite dedicata al genio dei fratelli Alinari del 31.10 ArtHotel

Suite del 31.10 ArtHotel decorata con uno degli scatti più noti dei fratelli Ainari che ritrae due uomini in tandem. Wallpaper 622 – Tandem Vintage

Una volta effettuato il check in, non ci resta che sistemarci comodamente nella junior suite dell’albergo dedicata al genio creativo dei fratelli Alinari, fotografi fiorentini di grande fama che, nel 1854, fondarono la celebre società destinata a segnare la storia della fotografia italiana.

La loro produzione iniziale ha l’obiettivo di far conoscere e diffondere il patrimonio culturale italiano. Con questo intento ben fissato nella mente, gli Alinari iniziano a ritrarre ciò che dà valore alla loro terra: i monumenti, gli edifici storici e le spettacolari vedute toscane. Il successo riscosso, spinge gli Alinari ad andare oltre, fotografando i luoghi più suggestivi d’Italia e le opere d’arte incontrate sul loro percorso. L’occhio attento e la sensibilità con cui riuscivano a immortalare l’anima dei loro soggetti, valse loro incarichi di prestigio nei Musei Vaticani e al Louvre. Ma la fotografia degli Alinari era destinata ad evolversi ancora. Ricercando soggetti fra strade e piazze in rapida evoluzione, gli Alianri si sono fatti testimoni di una Firenze Capitale d’Italia che muta, abbandonando le antiche mura in favore dei grandi viali. In questo periodo, prende piede anche la loro produzione ritrattistica, iniziata un paio di anni prima.

Lo scatto più rappresentativo della produzione ritrattistica di Alinari, è sicuramente quello che raffigura due uomini a cavallo di un tandem. Gli uomini indossano degli abiti eleganti e la paglietta, un accessorio indispensabile per la moda maschile dell’epoca. Il viso, ritratto a tre quarti, ci mostra la concentrazione e la coordinazione richieste per la conduzione di un mezzo che era una vera e propria rivoluzione per l’epoca.

Ritrovare questa fotografia sulla parete della camera da letto di una suite, ci conduce a un’epoca in cui la ricerca della modernità andava di pari passo con la volontà di rendere immortale il patrimonio artistico di un paese in rapida crescita. Chi ha la fortuna di alloggiare in questa suite, apprezza, in particolar modo, proprio l’incantevole carta da parati e il suo accostamento ai toni dell’ocra degli arredi, e del miele del pavimento. L’effetto globale è fortemente suggestivo e non manca di un’eleganza retrò, possibile soltanto grazie al perfetto bilanciamento dei colori, ottenuto attraverso la stampa digitale del parato. Stampare in digitale una carta da parati, inoltre, permette di adattare alla perfezione l’immagine alla parete che andrà a decorare, garantendo una perfetta corrispondenza fra realtà e progetto.

Un soggiorno nel simbolismo di Piero della Francesca

Camera deluxe dedicata al pittore rinascimentale Piero della Francesca del 31.10 ArtHotel

Camera del 31.10 ArtHotel decorata con il dettaglio del famoso affresco “Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo”.  Wallpaper 505 – Piero della Francesca

Se preferite atmosfere più classiche, la scelta non può che ricadere su una delle stanze Deluxe dell’albergo, fra le quali troviamo quella dedicata al pittore quattrocentesco Piero della Francesca.

La pittura spaziosa, monumentale, razionale e, a tratti, sperimentale di Piero della Francesca è, senza dubbio, uno dei più alti raggiungimenti degli ideali artistici del primo Rinascimento, un’età in cui arte e scienza erano unite da vincoli profondi. L’uso sapiente della prospettiva fece dell’artista di Sanseplcro uno dei maestri dell’affresco. L’assoluto rigore matematico delle sue creazioni esalta la qualità astratta ed iconica della sua pittura. I capolavori di Piero della Francesca hanno anche una potente valenza sacrale ed evocativa, che si esalta nella delicatezza delle forme e nella composizione armonica delle scene narrative.

Fra gli affreschi più rappresentativi della produzione pittorica di Piero della Francesca, troviamo Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo, opera realizzata su commissione dello stesso Sigismondo Malatesta per adornare il Tempio Malatestiano di Rimini. La composizione pittorica vede Pandolfo Sigismondo Malatesta genuflesso in adorazione di San Sigismondo, alle sue spalle si trovano due cani, uno bianco e uno nero.

Grazie ad alcune lettere, miracolosamente giunte fino a noi, trovate nella corrispondenza fra la famiglia Medici e Sigismondo Malatesta, possiamo supporre che il nobile riminese non solo fosse un amante dei cani, ma che avesse un prestigioso allevamento di levrieri che venivano richiesti dalle maggiori famiglie nobiliari dell’epoca. Questi particolari cani, grazie alla loro particolare fisicità e alle caratteristiche innate di infallibili cacciatori, sono sinonimo di nobiltà ed eleganza ma, nel contesto pittorico di Piero della Francesca, sembrano caricarsi di ulteriori significati.

Camera deluxe dedicata al pittore rinascimentale Piero della Francesca del 31.10 ArtHotel

I levrieri riprodotti sulla carta da parati digitale del particolare dell’affresco “Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo” accolgono e sorvegliano il riposo degli ospiti della stanza. Wallpaper 505 – Piero della Francesca

Il simbolismo legato ai levrieri di Sigismondo è stato oggetto di studio per diversi storici e critici d’arte. L’interpretazione più accreditata è quella che vede i due levrieri come simbolo di fede (Fides catholica) e vigilanza (Fides publica), basando l’ipotesi sul comportamento e le posture assunte dai cani nel dipinto. Per alcuni, però, questa interpretazione è apparsa particolarmente riduttiva, soprattutto considerando la grande passione che Sigismondo Malatesta aveva per la filosofia e la storia. Inoltre, stando a quanto scritto dell’architetto Leon Battista Alberti, Sigismondo aveva espresso la volontà che il Tempio Malatestiano fosse intriso di materia filosofica “dai muri al pavimento”. Fu la polacca Maria Rzepinska la prima storica dell’arte a ipotizzare un dualismo legato alla mitologia solare e lunare elevando i due cani a simbolo di bellezza, giovinezza, velocità, equiparandoli allo splendore dell’aurora e del tramonto. Ma se ci addentriamo ancora di più nel dettaglio delle figure e ne osserviamo attentamente le linee, possiamo sentire la forte aura di sapienza emanata dal cane bianco, e quella di forza del cane nero. A questo punto, fra le varie teorie, viene da chiedersi chi abbia ragione. Dal nostro punto di vista, ogni opera d’arte si presta a infinite interpretazioni, se così non fosse, sarebbe una mera opera dell’ingegno priva di un’anima.

La camera del 31.10 ArtHotel dedicata a Piero della Francesca, celebra proprio la natura più intangibile dell’arte, sfruttando l’immagine dei levrieri di Sigismondo Malatesta, elevandoli ad anfitrioni e ponendoli a guardia del riposo e dei sogni degli ospiti. La particolare precisione della stampa digitale e la cura per i dettagli, restituiscono un’immagine delicata che conserva la ricercatezza dell’affresco originale, esaltando il carattere degli animali ed evidenziandone le posture. Osservando la carta da parati 505 – Piero della Francesca ci sembra di guadagnare una nuova dimensione, non solo spaziale, ma anche interiore, raggiungendo una consapevolezza che è possibile cogliere soltanto nelle opere artisti Rinascimentali realmente talentuosi, di cui, sicuramente, Piero della Francesca fa parte.

Quando la straordinarietà può diventare quotidianità

Una volta entrati nel mood del 31.10 ArtHotel, è davvero difficile ritornare alla normalità delle nostre case, ma non è impossibile portare al loro interno una parte dell’atmosfera respirata in vacanza. Le carte da parati realizzate da Skinwall per Maria Giulia Sala Interiors e 31.10 ArtHotel sono entrambe presenti nel nostro catalogo online e possono essere adattate ad ogni tipo di ambiente. La varietà dei supporti di stampa e la maestria del nostro laboratorio grafico, saprà cogliere e dare valore ai vostri desideri, aiutandovi a rendere gli ambienti dei veri e propri luoghi di ispirazione e relax.

Le carte da parti Skinwall possono essere posate anche in bagno o in cucina. Grazie al wet system e alla possibilità di richiedere stampe personalizzate, potrete allestire vero e proprio tepidarium decorandolo con grazia e precisione.

Quando una carta da parati Skinwall entra in casa, l’atmosfera cambia, l’ambiente si carica di emozioni, le idee iniziano a fluire libere e incalzanti in un continuo divenire creativo, conducendoci a una rinnovata consapevolezza di noi stessi e del mondo.

Ph. Tomas Stankiewicz Baldassarri

Scrivici Subito!