La carta da parati ha una storia antica quanto l’uomo

 

L’uomo, fin da quando abitava nelle caverne, ha sentito la necessità di decorare gli ambienti nei quali abitava con raffigurazioni di animali, scene di caccia e impronte delle proprie mani.

Nei secoli successivi le classi più agiate di tutte le civiltà hanno abbellito le proprie abitazioni con affreschi, che riproducevano la natura circostante oppure finte architetture, con l’intento di creare uno sfondamento della parete fisica verso l’esterno, provocando nell’osservatore quell’effetto di inganno dei sensi, d’illusione che lo induceva a credere di guardare oggetti reali e tridimensionali, quando in realtà erano solo dipinti sulla parete, quindi su una superficie bidimensionale.

Questo effetto è stato definito con un termine francese trompe-l’œil, che significa letteralmente “inganna l’occhio”.

Questo termine pare sia stato utilizzato per la prima volta in epoca barocca, ma il genere pittorico era già utilizzato nelle dimore patrizie fin dal tempo dei romani e raggiunge il suo apice nel Rinascimento: pensiamo ad esempio all’effetto illusionistico di sfondamento dell’oculo, nel soffitto della Camera degli Sposi di Mantegna a Mantova oppure alle prospettive codificate da Piero della Francesca

 

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La nostra collezione di carta da parati Fragments of the Past, non a caso s’ispira proprio ad alcuni grandi maestri del passato fra i quali anche Piero della Francesca, con alcune delle sue opere più famose.

 

Il parente più prossimo della carta da parati: l’arazzo

A partire dall’epoca medievale si diffuse in Europa la tradizione araba di rivestire le pareti con arazzi, tappeti tessuto al telaio con filati colorati pregiati, che riproducevano disegni in molti casi realizzati da pittori famosi dell’epoca.

Gli arazzi, termine italiano derivato dalla città francese di Arras, avevano la duplice funzione di abbellire le pareti spoglie dei castelli medievali, ma anche di isolarle dal freddo durante l’inverno, infatti erano prevalentemente intessuti con la lana.

 

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Quando arriva la carta sulle pareti?

L’invenzione della carta da parati è tradizionalmente attribuita al francese Jean Papillon (1661-1723) disegnatore e incisore, che dopo essersi trasferito a Parigi ed avere iniziato a disegnare stoffe per tappezzieri e tintori, nel 1688 inventò la papier peint carta dipinta o carta di Francia.

A partire da quest’epoca e fino all’introduzione delle macchine la carta era disegnata a mano.

Il 19 gennaio del 1799 un altro francese, Louis-Nicolas Robert, brevettò la macchina per produrre una carta di lunghezza tale da poter formare dei rotoli, che poi erano stampati con i diversi decori.

Era nata così la carta da parati come oggi la conosciamo.

Disegni geometrici, paesaggi o fiori erano realizzati in modo tale che la decorazione risultasse integra e senza soluzione di continuità, dopo l’applicazione delle strisce di carta sul muro.

L’invenzione piacque e fu subito adottata in particolare dalla borghesia, che a prezzi contenuti poteva decorare le ampie pareti delle proprie abitazioni in stile Impero.

 

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La nostra proposta

Con tutta questa storia alle spalle non potevamo che dedicare un’ intera collezione ai fasti ed artisti del passato.

Ecco allora che in Fragment of the Past troverai alcuni grandi maestri che nei secoli si sono confermati come veri e propri precursori ed innovatori nel mondo dell’arte. Si tratta di alcune opere di Piero della Francesca, Giovanni Battista Piranesi, Albrecht Dürer ed Henri Rousseau, la cui rilettura grafica trasforma la decorazione per interni in un affresco di grande fascino e senza tempo.

 

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